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Mi ha colpito moltissimo constatare di quali persone si sia circondato Ratzinger durante questo viaggio. I giornali italiani, ovviamente, non ne hanno detto nulla. A me invece preme molto fare alcune precisazioni, per dar modo di valutare in maniera più accurata la reale volontà di questo Pontefice di estirpare il cancro della pedofilia nella Chiesa.
A Washington, Benedetto XVI è stato ospite del Cardinale Francis George, presidente della Conferenza Americana dei Vescovi cattolici. Ha perfino appoggiato le sue affermazioni su quanto lo scandalo degli abusi sessuali sia stato “malgestito”. E’ giusto dare un’occhiata più da vicino a questo alto prelato, tenendo in considerazione il fatto che lo SNAP lo ha collocato fra i cinque peggiori cardinali d’America degli ultimi anni. Queste le motivazioni.

Nell'agosto 2005, padre Daniel McCormack fu interrogato dalla polizia in merito alle denunce di abusi sessuali contro di lui. Due mesi più tardi, il "Chicago lay review board" chiese a George di sospendere McCormack. George mantenne il segreto e lasciò che il suo cancelliere promuovesse McCormack. La polizia arrestò di nuovo McCormack tre mesi più tardi. Durante gli ultimi mesi del suo ministero attivo in una parrocchia di Chicago, McCormack aveva molestato almeno altri tre ragazzi, come sostenne il procuratore distrettuale. Uno dei bambini, dicono gli accusatori, era stato abusato "quasi quotidianamente". McCormack si dichiarò colpevole.  

In seguito, gli archivi ottenuti dagli avvocati delle vittime dimostrarono che già nel 1999, il direttore di una scuola aveva riportato le accuse contro McCormack ai funzionari dell'arcidiocesi. Tuttavia non era stato preso alcun provvedimento. Al danno si aggiunse anche la beffa: cinque alti prelati coinvolti da vicino in questo scandalo furono promossi. Il direttore della scuola che era stato l'unico membro del personale dell'arcidiocesi a  chiamare la polizia, fu licenziato. Le autorità ecclesiastiche rifiutano di spiegarne la ragione. Mentre il caso di McCormack diveniva di dominio pubblico, George dimostrava una scandalosa insensibiltà, mantenendo l'assoluta segretezza, in diversi altri casi  avvenuti dopo il 2002. Il più notevole di tutti, forse, è quello avvenuto diversi mesi dopo l'adozione della cosiddetta "Riforma di Dallas". George nascose un sacerdote condannato per aver commesso abusi sessuali sui bambini, padre Kenneth Martin. Lo fece lavorare nella sua arcidiocesi e arrivò perfino a farlo vivere nel palazzo arcivescovile.

Fra i cinque peggiori vescovi d’America anche il cardinale Egan e il cardinale Mahony, anfitrioni del Pontefice durante i giorni trascorsi a New York. Anche loro meritano di essere guardati più da vicino. Cominciando da Mahony, cardinale di Los Angeles. Questo è quanto riportato dallo SNAP.

Nel 2005-2006, i funzionari della scuola cattolica di Los Angeles furono interrogati dalla polizia in merito alle accuse di abusi sessuali sui bambini a carico di John Malburg. Malburg era il direttore del liceo cattolico e proveniva da una famiglia politicamente importante. L'arcidiocesi non lo sospese. Nè tantomeno comunicò che c'era un'indagine in corso. Sei mesi più tardi, Malburg fu arrestato e incriminato. I genitori chiesero ai funzionari cattolici: "Perché non ci avete detto nulla? Perché non lo avete sospeso?" L'Ufficio Pubbliche relazioni del cardinale Mahony sostenne, in un'intervista al LA Times: "La legge ci imponeva il silenzio". Ma il giorno seguente, sempre sul LA Times,  gli accusatori sostennero di non aver mai chiesto la segretezza.

In solo nove mesi, secondo i rapporti di polizia, padre Nicholas Aguilar Rivera, abusò di almeno 26 ragazzi, a Los Angeles. Ad agosto 2007, un archivio riguardante Aguilar, lungamente mantenuto segreto dalla Chiesa, fu reso pubblico. Secondo il New York Times, i documenti dimostrarono, che l'allora monsignor Thomas Curry avvisò tempestivamente il prete accusato, che fuggì in Messico per evitare l'incriminazione. Un avvocato del distretto di LA sostenne che Curry avesse "facilitato" la fuga di Aguilar. In Messico, Aguilar continuò a molestare bambini. Curry attualmente è uno dei vescovi ausiliari di Mahony. Nonostante le richieste pubbliche di punire Curry, o almeno di chiarire la politica di segretezza seguita da Curry, Mahony non ha fatto nulla. 

Per anni, Mahony tenne nascosto nella sua arcidiocesi un ecclesiastico che aveva ammesso di molestare i bambini. Gli permise di vivere nella sua arcidiocesi (in un complesso religioso e pittoresco prospiciente l'oceano), nonostante l'ecclesiastico fosse ricercato in Canada per i crimini commessi. Nel 2005, quando sia lo SNAP che altri chiesero a Mahony ed ai suoi colleghi di consegnare il frate francescano Gerald Chumik alle forze di polizia, Mahony spostò Chumik dalla Missione di Santa Barbara a Santa Barbara in Missouri.  Da 14 anni, Chumik è latitante.
Lo SNAP ritiene che il comportamento di Mahony abbia esposto i bambini ad un rischio inutile, e abbia chiaramente violato i principi della "Carta di Dallas", adottata a giugno del 2002 da tutti i vescovi americani. 

I procuratori distrettuali difficilmente contrastano pubblicamente i potenti esponenti della Chiesa. Tuttavia ad ottobre del 2005, (più di tre anni dopo che Mahony aveva promesso "trasparenza" sulla copertura degli abusi sessuali nei confronti dei bambini), Steve Cooley, avvocato del Distretto Provinciale di Los Angeles, ha detto "Tre anni fa esortai il cardinale Mahony a rivelare le prove degli abusi ad opera del clero. Nonostante due sentenze della corte che ordinano la piena rivelazione, il cardinale Mahony continua a chiedere 'il diritto di riservatezza' che nessuna corte ha riconosciuto." 

Ma anche Egan, il cardinale di New York che ha accompagnato oggi il Pontefice a Ground Zero, figura nella classifica dello SNAP. Ecco i motivi.

Meno di due mesi fa, il New York Post riportò: "Al direttore di un prestigioso liceo cattolico, dimessosi a causa delle accuse di immagini "inappropriate" trovate sul  computer che usava in ufficio, fu permesso di restare sul lavoro per quasi cinque mesi dopo che un prete scrisse all'Arcidiocesi di New York accusandolo di condotta seriamente inopportuna."

Nel 2003, Egan fu il primo prelato negli Stati Uniti a rifiutarsi di dire messa per i cattolici scelti dai vescovi per controllare gli abusi sessuali sui bambini commessi nell'ambito ecclesiastico. "Secondo il New York Times, Egan interferì con il lavoro dei supervisori scelti dai vescovi statunitensi, per monitorare gli abusi sessuali nel clero, e impedì loro di parlare nella sua arcidiocesi.

Questi stessi cardinali hanno rilasciato dichiarazioni in cui sostenevano vivamente i diritti degli immigrati e la necessità di tutelare le loro famiglie, in accordo con le affermazioni di Ratzinger (qui l’articolo del New York Times in italiano). Affidare la protezione delle famiglie degli immigrati (famiglie con molti figli, povere, spesso clandestine, senza nessuna tutela legale) a questi “pastori” è come affidare le pecore al lupo. Perché il Papa continua a parlare di “far pulizia” all’interno della Chiesa e non comincia proprio da loro?


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Le Conferenze episcopali con i maggiori introiti sono sempre state tre: quella italiana, quella tedesca e quella americana. Negli ultimi anni, però, dopo lo scandalo degli abusi sessuali sui bambini da parte del clero cattolico, gli americani sono diventati meno generosi: sia che pensassero che i loro soldi fossero utilizzati per pagare gli stipendi anche ai preti pedofili, sia che avessero assistito al fallimento di diverse diocesi a causa dei risarcimenti milionari alle vittime, sia che non si fidassero più della Chiesa cattolica e dei suoi ministri, le offerte non erano più quelle di un tempo. Nasceva quindi la necessità di riconquistare la loro fiducia.

Un'operazione di marketing per riconquistare la fiducia dei francesi fu messa in atto qualche anno fa dalla Perrier, notissima e vendutissima acqua minerale. L'acqua era risultata contaminata e dovette essere ritirata dal mercato. Quando ritornò sugli scaffali dei supermercati, i francesi se ne tennero a debita distanza e le vendite calarono a picco. Il settore marketing della Perrier non si perse d'animo e fece girare su tutti i network un unico spot pubblicitario: una bottiglia di Perrier a tutto schermo, lungo la quale scendeva una goccia, come una lacrima. Ed una sola scritta: Pardon. Le vendite risalirono immediatamente.

Ci sono volte, però, in cui le scuse non bastano. Ci sono volte, in cui neanche la lacrima di pentimento e vergogna basta più: c'è bisogno di fare di meglio.
Il sabato precedente l'arrivo del Papa negli Stati Uniti, bishop-accountability.org, il sito internet che ha raccolto un database di circa 4500 ecclesiastici pedofili negli USA, ha pubblicato un elenco di 19  vescovi cattolici accusati di abusi sessuali: una manciata di intoccabili contro i quali non si era mai potuto far nulla, sebbene alcuni di essi avessero perfino ammesso gli abusi.

Il giorno seguente l'arrivo del Papa, lo SNAP, l'associazione che conta 9000 vittime del clero pedofilo, ha invece pubblicato la "classifica" dei peggiori cinque cardinali d'America degli ultimi anni. Nomi, foto e dettagliate motivazioni: tutti avevano coperto i preti pedofili, non mettendo in atto nessuna misura per salvaguardare i bambini: Francis George, cardinale di Chicago; Roger Mahony, cardinale di Los Angeles; Daniel DiNardo, cardinale di Houston; Sean O'Malley, cardinale di Boston; Edward Egan, cardinale di New York.
Uno dei cinque, tanto per fare un esempio, il cardinale Francis George, attuale anfitrione del Papa durante questo viaggio negli States, sapeva dell'esistenza di diverse accuse di abusi sessuali contro padre Daniel McCormack, abusi che erano cominciati anche prima del 1988. Ma non aveva mai fatto nulla. McCormack fu arrestato nel 2005 e condannato a cinque anni per abusi sessuali su bambini tre gli 8 e gli 11 anni.
Tuttavia, l'anno scorso, George è stato eletto presidente della Conferenza dei Vescovi cattolici americani, con l'85% dei voti.

Non bastava più parlare di "profonda vergogna", nè tantomeno il discorso nella chiesa di San Patrizio. Anche perchè certi discorsi ribadivano concetti triti e ritriti, e molto lontani da una oggettiva assunzione di responsabilità: "I bambini meritano di crescere con una comprensione sana della sessualità e della sua funzione corretta nelle relazioni umane", ha affermato il Pontefice. "Dovrebbero essere risparmiate loro le manifestazioni degradanti e la manipolazione bruta della sessualità, così comuni oggi. . . . Cosa vuole dire parlare di protezione dei bambini quando la pornografia e la violenza possono essere viste in così tante case attraverso i media?"

Ma le parole davvero non bastano, soprattutto se restano parole e basta. Le ripetute richieste di un incontro, avanzate dalle vittime, erano rimaste inascoltate. “Il Papa ha bisogno di prendere misure drastiche,” ha detto ai media Terence McKiernan di Bishop-Accountability. “Cominci con l'esigere le dimissioni del vescovo John B. McCormack del New Hampshire, che ha coperto moltissimi preti pedofili a Boston." E inoltre: "Se il Papa fosse stato serio, nella sua intenzione di cambiare questa cultura pedofila all'interno della chiesa, avrebbe chiesto le dimissioni di George, invece che concedergli onori. E poteva fare anche altro: poteva rendere pubblici i nomi degli oltre 2000 preti accusati di pedofilia, la cui identità la Chiesa mantiene ancora nascosta. Dove sono questi uomini? Sono morti? Sono vivi? Dicono messa nelle loro parrocchie? Vivono alla porta accanto? Il Vaticano sa chi sono, e anche i vescovi americani lo sanno. Ma la chiesa parla di trasparenza e non fa questi nomi. Se il papa fosse stato sincero, nel suo impegno di fare pulizia nella Chiesa, perchè un giudice di Rhode Island, quest'anno, è dovuto ricorrere alle maniere forti per avere dall'arcidiocesi le dozzine di denunce di abusi sessuali che conserva?"

No, davvero non bastava più la contrizione, non bastavano più i discorsi, le dichiarazioni. Soprattutto dopo che il seguitissimo programma mattutino Good Morning America (qui il video sottotitolato in italiano) aveva mandato in onda un servizio su quei 19 vescovi accusati di abusi sessuali, sui cinque "peggiori cardinali", sul coinvolgimento di Ratzinger nello scandalo dei preti pedofili, quando era ancora Prefetto per la Congregazione per la Dottrina della Fede, e alcune interviste alle vittime e ad Ann Barrett Doyle, codirettore di BishopAccountability. Il titolo del servizio era emblematico: Has he cleaned up the church?

E poi le vittime hanno organizzato un sit-in di protesta davanti alla chiesa di San Domenico, a Washington, proprio mentre il Papa si trovava alla Casa Bianca. Ed hanno innalzato un enorme telone, con le foto delle vittime dei preti pedofili che si sono suicidate per la vergogna.
Troppo, troppo, per persistere nel proposito di non incontrare le vittime. E allora ci si ritaglia uno spazietto, 25 minuti, tra una messa al Nationals Park ed un comunicato agli educatori cattolici, per incontrare, nella cappella della Nunziatura, cinque delle vittime.

Cinque, appena cinque. In venticinque minuti. Certo, le vittime della pedofilia clericale non valgono quanto Bush, a cui ha dedicato quasi due giorni. Bastano cinque minuti, per far scendere una lacrima, sussurrare "Pardon" e incrementare di nuovo le vendite.


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Mi hanno colpito molto le dichiarazioni del Papa, rilasciate ai giornalisti sull'aereo che lo portava negli Stati Uniti: "I pedofili saranno completamente esclusi dal sacerdozio" ha detto, "Ci vergogniamo profondamente e faremo tutto il possibile affinché questo non si ripeta".
Non è stato tanto il discorso del Pontefice a meravigliarmi, quanto l'assenza di domande da parte dei giornalisti, fatta eccezione, s'intende, per le domande "compiacenti" che riguardavano il viaggio e le tappe previste.
Nessuno ha chiesto come mai, in questo viaggio, avesse ignorato l'appello delle associazioni delle vittime della pedofilia clericale. Sono giunti da queste associazioni innumerevoli appelli e richieste di incontro con le vittime. Ma non sono neppure state prese in considerazione.
Nessuno ha chiesto al Pontefice "come" intende procedere in questa opera di "pulizia" della Chiesa dai sacerdoti pedofili. Il pedofilo non se ne va in giro con tanto di "marchio di Caino" sulla fronte, individuare un pedofilo è pressocchè impossibile, se non dopo che l'abuso è stato già consumato.

Nessuno ha chiesto al Papa come mai, se è vero quanto afferma, alcuni processi canonici contro i sacerdoti pedofili sono stati "congelati" per essere tirati fuori solo quando il clima si era fatto troppo acceso. Quello contro padre Maciel, per esempio, fondatore dei legionari di Cristo, denunciato fin dal 1978 (senza alcun esito da parte della Congregazione per la dottrina della fede, il cui Prefetto era lo stesso Ratzinger). Quelle denunce contro Maciel furono tirate fuori solo nel 2002, quando Ratzinger diede ordine che "ogni processo avesse il suo corso regolare". Perchè così tardi? E perchè un ordine di questo genere? Un tale ordine fa presupporre che fino a quel momento i processi non avessero avuto un "corso regolare". Ma con l'attenzione dei media di tutto il mondo puntata sull'operato della Congregazione per la dottrina della fede, era ormai necessario salvare il salvabile, cercando di non sacrificare troppo neppure certi sacerdoti "importanti" e di indiscusso potere. Tant'è che sia la causa contro Cantini sia quella contro Maciel non furono mai intentate, a causa "dell'avanzata età". Si provvide ad un pubblico ammonimento e al suggerimento di ritirarsi "ad una vita di preghiere". Salvando così tutto l'apparato che stava dietro i due sacerdoti, i Legionari di Cristo di Maciel e tutta l'intricata vicenda di "forzate donazioni" di patrimoni e di immobili che stava dietro la vicenda di don Cantini. A questo proposito, perchè nessun giornalista ha chiesto al Pontefice come mai sia stato permesso a don Cantini di far ritorno nella diocesi di Firenze, accompagnato da Claudio Maniago, il vescovo ausiliario suo pupillo? A me è sembrato un ulteriore affronto alle sue vittime (una ventina di persone, oggi adulte, ma all'epoca dei fatti pressocchè bambine).

Il Papa trascorre la mattinata alla Casa Bianca, in visita, raggiungerà poi la Nunziatura della Santa Sede. Nel pomeriggio è in programma la visita alla Basilica dell'Immacolata Concezione, nel campus della Catholic University di Washington. In serata è prevista alla Casa Bianca una cena nel corso della quale il presidente Bush accoglierà vari leader cattolici. Domani celebrerà la Messa al nuovo Nationals Park di Washington, incontrerà i responsabili di più di 200 college e università cattoliche alla Catholic University of America e i leader interreligiosi al Centro Culturale Papa Giovanni Paolo II. Da venerdì a domenica a New York, il Pontefice interverrà alle Nazioni Unite, assisterà a un servizio di preghiera con leader cristiani di varie denominazioni, celebrerà l'Eucaristia con sacerdoti, diaconi e religiosi nella cattedrale di St. Patrick, incontrerà i giovani al St. Joseph Seminary di Yonkers, visiterà Ground Zero e presiederà la Messa di chiusura allo Yankee Stadium.

Una visita "pastorale" rivolta ai cattolici, con l'assicurazione che i pedofili saranno completamente esclusi dal sacerdozio. Neppure una sillaba sull'educazione imposta nei seminari, ma molte preghiere per le vocazioni.
Sembra, più che un viaggio pastorale, un'operazione di revisionismo storico e di "ristrutturazione della facciata" della Santa Romana Chiesa. Ma gli americani, dopo Hillary e Obama, non sono stanchi di promesse e discorsi sterili?


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