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Ho ricevuto molte mail dagli Stati Uniti, ed ho deciso di riportarne qui una, di William Nash, un ragazzo abusato da padre James Tully. La Chiesa americana ha patteggiato, ma nel frattempo il sacerdote, già dal 2002, ha trovato rifugio a Vicenza, presso l'ordine dei saveriani. Continua a fare il prete, ed è costantemente a contatto con i bambini e i ragazzi.

Mi chiamo Bill Nash.  Mi sono messo in contatto con lei dopo aver scoperto il suo lavoro, qui e là on line. Un mese fa, a seguito delle dichiarazioni del Papa, ho inviato una richiesta in Vaticano, affinchè fosse ridotto allo stato laicale il sacerdote che mi ha abusato. Ho lavorato con Tom  Doyle, l'avvocato di diritto canonico per elaborare un documento che ho inviato a molte congregazioni della Santa Sede. Il prete, padre James Tully, attualmente vive a Vicenza, da voi in Italia. Ieri, ho tenuto un'altra conferenza stampa, qui, per chiedere alla Diocesi di Vicenza di non continuare a tenere i raduni giovanili presso la residenza di padre Tully.   
Onestamente, non sono sicuro dell'operato della Chiesa. Continuo solo a sperare che, dopo che il papa si è espresso con parole molto chiare, tali parole siano seguite dalle azioni, dai fatti.  E' il primo caso in cui possono dare prova di aver davvero intenzione di mettere in atto quanto ha detto il Papa. Di recente mi sono reincontrato con Tom Doyle. Mi ha suggerito di riprovare a chiedere la riduzione allo stato laicale, secondo quanto previsto dai codici canonici, e mi sono affidato alla sua esperienza per procedere con questo passo ulteriore. 

Già in aprile, in concomitanza con l'arrivo del Papa, sono stato a New York insieme allo SNAP. Seppi subito delle interviste rilasciate dal pontefice, riguardo al problema della pedofilia nel clero, e sentii uno scatto di adrenalina. E' difficile, per me, rimanere quieto e calmo, di fronte a questo problema. Mi colpì soprattutto quella frase: "i pedofili non possono essere sacerdoti". Più che un commento, sembrò essere un'asserzione. Come molti di noi sappiamo, ci sono sfortunatamente decine di migliaia di preti pedofili. Non sono solo uno o due casi isolati. Ebbene, io ho sentito le parole del papa come un invito personale a rispondere. In particolare, ho una lettera, scrittami da uno dei superiori di padre Tully, in cui si afferma che sanno benissimo che è un pedofilo. Ho anche altri documenti, riguardo al suo crimine. Ho parlato con lo SNAP, per cercare di fare qualcosa, e mi hanno messo in contatto con padre Tom Doyle, e ci incontrammo. Tom mi aiutò a scrivere una relazione e una petizione, ma io so, per esperienza, che senza l'appoggio di una campagna pubblica non c'è nulla da fare. Quindi, ho chiamato la stampa e ho reso pubblica la vicenda! La mia intenzione è non fermarmi, finché il Vaticano non sarà costretto a confrontarsi con questo problema.  Spero anche che non si fermino a padre Tully ma che facciano una vera pulizia e rimuovano tutti i sacerdoti del mondo che hanno abusato dei bambini. Allo stesso tempo, intendo denunciare un secondo prete che dovrebbe essere rimosso, padre Mario Pazzotti.  E' un caso minuziosamente documentato: ha ammesso di aver stuprato un ragazzino di 14 anni. E' un sacerdote italiano, membro dei saveriani, che continua tuttora a fare il sacerdote nelle missioni in Brasile.  
  
La stampa locale di Vicenza non si occupa del caso di Tully, ma io spero che ci sia qualcuno che se ne occupi, magari con un raggio d'azione più ampio rispetto ai giornali locali.   
Attualmente, Tully è in Italia, fin dal 2002, ed è membro di un ordine religioso fondato a Parma: i saveriani, ed è il secondo prete saveriano di origine italiana che ha lavorato in Amazzonia.  Due settimane fa ho reincontrato Tom Doyle a Chicago: ha qualche piccolo acciacco, è molto sotto pressione, ma sta lavorando alla richiesta di riduzione allo stato laicale di Tully. Ebbene, pensavo di essere riuscito a fare quanto mi ero prefisso, ma Tom mi ha detto che la Santa Sede può anche "congelare" tutto e probabilmente è così che andrà.   
  
La scorsa settimana ho scritto alla Diocesi di Vicenza, poichè tengono molti raduni giovanili presso la residenza in cui vive Tully. Una giornalista locale con cui ero in contatto e a cui avevo trasmesso tutte le informazioni sul caso, contattò la diocesi. La risposta non fu diversa da quella che davano i vescovi americani: noi non siamo responsabili per gli ordini religiosi, sono autonomi. Secondo il diritto canonico, questo non è affatto vero, e posso dimostrarlo.   
  
Conosco molto bene i saveriani, perché sono stato un loro seminarista per alcuni anni.  Mi ritrovai tagliato fuori dopo aver denunciato l'abuso che ho subito.  Alla fine, nel 2005 facemmo un patteggiamento.  Non ho alcun accordo di "riservatezza" con loro. Posso parlare, e lo faccio! L'unico accordo è di non comunicare più con loro, e questo è un accordo che posso rispettare e rispetto.  Fin dalla mia prima conferenza stampa, il loro legale mi inviò una lettera che mi intimava di fermarmi. Chiaramente, quella lettera mi spaventò, così consultai sia il mio avvocato che altri legali e tutti loro mi confermarono che avevo pieno diritto di parlare. Fortunatamente, ho dei buoni avvocati che mi tutelano, quindi continuo la mia battaglia.    
  
Non capisco come sia possibile che la Chiesa, in Italia, sia tanto potente. Ho viaggiato molto in Europa, e le nazioni europee mi sono sembrate molto indipendenti.
Massimiliano Frassi mi ha invitato, a novembre, ad una conferenza a Vicenza. So che ci sarà anche lei. Sono impaziente di incontrarla e di conoscere meglio il suo lavoro e le ricerche che ha condotto. 

In fede   
William Nash


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